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Dal libro “Risorgimento laico” di Massimo Teodori. E’ finito lo spirito laico?

     Giugno 28, 2017   No Comments

A centocinquantanni dal-l’unità d’Italia, cosa rimane dello spirito laico, colonna portante del Risorgimento? Molto poco- a me pare -, per non dire nulla. Il discorso del presidente Giorgio Napoletano alle Ca-mere del 17 marzo 2011 ha rammentato agli italiani quanto sia ricco il patrimonio di libertà, democrazia e laicità della nostra Italia che si è andata sviluppando dal 1861 a oggi. Ma raramente, nelle aule parlamentari di Montecitorio e Palazzo Madama, si sono ascoltati nelle ultime stagioni interventi ispirati da altrettanta passione morale e consapevolezza storica. L’incidenza dello spirito laico, es-senza della de-mocrazia libe-rale, nelle istitu-zioni del nostro paese è pratica-mente ridotta a zero. Mai nella storia unitaria, né nell’Italia libe-rale, né in quella repubblicana e perfino nel regi-me fascista, si è avuta una legi-slazione sui di-ritti individuali (nascita, morte, sesso, ecc.) così conformista e controriformista. Ne portano la maggiore responsabilità le forze del centro-destra berlusconiano che non hanno mai nascosto la loro opportunistica sudditanza alle gerarchie ecclesiastiche; ma ne sono altrettanto responsabili, anche se in misura minore, le forze di centro-sinistra che non hanno mai considerato i temi laici meritevoli di interesse. Un dibattito culturale fine a se stesso, senza traduzione in istituti normativi validi per l’intera comunità nazionale, rischia di divenire sterile compiacimento di idee. Certo oggi, in Italia, non mancano importanti sedi – accademiche, giornalistiche, festivaliere – in cui si discutono i problemi riguardanti la laicità, vale a dire le regole etiche della nostra vita personale e sociale. Ma non appena volgiamo lo sguardo, oltre la parola e la pagina scritta, verso le sedi in cui si decidono i percorsi della nostra vita, ci troviamo nel deserto. Man mano che ripercorriamo la storia della Repubblica, ci rendiamo conto del progressivo consumo dello spirito laico in ogni sua autentica declinazione. Le forze laiche, sulle cui gambe in passato le idee sono divenute leggi, si sono andate esaurendo sotto gli assalti degli avversari e i limiti dei propri sostenitori. Ai radicali di Marco Pannella va il merito di avere ri-sollevato le bandiere laiche portandole negli anni Settanta al successo di importanti diritti civili; salvo poi isterilirsi in un settarismo nar-cisistico senza al-cuna funzione po- litica. Con la crisi del 1992-93, sono scomparse le forze laiche e socialiste che, pur se modera-tamente, avevano ostaco-lato il dilagare dell’influenza clericale. I due grandi par-titi della cosid-detta posticcia «seconda Repub-blica» – i postde-mocristiani a destra e i post-comunisti a sinistra pur procla-mandosi a parole «liberali» hanno nei fatti seguito una politica illiberale e anti-laica: in maniera spudoratamente clericale i berlusconiani, e in maniera ipocritamente compromissoria i democratici di sinistra. La legislazione codina dell’ultimo ventennio ne fa abbondantemente fede. Dobbiamo, dunque, ritenere che lo spirito laico risorgimentale, in mancanza di significativi interpreti politici, e definitivamente scomparso? Se cosi fosse, la nostra civiltà entrerebbe nel tunnel oscuro del fondamentalismo.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 28, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 28, 2017 @ 11:31 am
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