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Cambiare il sistema elettorale

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Sandro Gozi*

Il giudizio della Corte costituzionale sul referendum che mirava a cancellare un sistema di voto insensato deve comunque spingere il parlamento a riformare la legge elettorale.

I limiti della legge “Calderoli”, meglio conosciuta come “Porcellum”, sono principal-mente tre. Innanzitutto rende impossibile garantire la governabilità del paese a causa dell’inefficienza del meccanismo dei premi di maggioranza regionali per l’elezione del Senato. Il sistema non è infatti capace di assicurare alla coalizione più votata la maggioranza assoluta dei seggi al Senato della Repubblica, per effetto della possibile neutralizzazione reciproca dei premi di maggioranza regionali. La legge elettorale attuale inoltre lede il principio di rappresentatività: non essendo prevista una soglia di consenso minima per l’assegnazione del premio di maggioranza, può determinarsi un forte squilibrio nel rapporto tra voti conseguiti e seggi ottenuti fino a consentire a liste minoritarie nel paese di beneficiare – almeno alla Camera dei deputati – in maniera del tutto sproporzionata grazie al premio di maggioranza.

Ha infine aumentato il peso delle segreterie dei partiti indebolendo il rapporto tra eletti ed elettori a causa dell’effetto congiunto del meccanismo delle liste bloccate, della sostituzione dei collegi uninominali con circoscrizioni elettorali di grandi dimensioni e della possibilità di candidature plurime. In particolare, l’ampiezza delle circoscrizioni e la conseguente estensione delle liste bloccate hanno compresso significativamente la riconoscibilità dei candidati da parte dell’elettore, facendo aumentare la distanza tra la base elettorale e la sua rappresentanza parlamentare e i meccanismi di dialogo e di responsabilità politica.

Purtroppo nonostante le varie critiche che questa legge ha ricevuto negli anni, dal mondo accademico come da quello politico. Le forze politiche non hanno ancora affrontato con determinazione tale questione.

Così una legge elettorale che scontenta tutti e che a parole è stata rinnegata anche dai partiti politici che sostennero il governo Berlusconi nel quinquennio 2001-2006, non è ancora stata abolita.

I referendari, nella scorsa estate compirono il miracolo di raccogliere un milione e duecentodiecimila firme, in soli due mesi. Questa partecipazione massiccia, in un periodo che non agevola la mobilitazione sociale, è segno di una forte esigenza da parte della cittadinanza, di essere partecipe delle scelte della politica e della classe politica. Il comitato referendario ha sempre dichiarato che il raggiungimento delle firme necessarie per la presentabilità del referendum era solo l’obiettivo formale, e che l’ambizione fosse quella di raggiungere più firme possibili, proprio per rafforzare il messaggio di riformare questa legge elettorale.

L’energia che si è propugnata in occasione della battaglia referendaria, non è oscurata dall’esito sfavorevole e prevedibile dell’ammissibilità del referendum. I giudici costituzionali hanno rilevato che uno stato democratico non può permettersi un vuoto di carattere normativo in materia elettorale.

D’altra parte, in molte occasioni, il Presidente della Repubblica, ha dichiarato l’opportunità da parte del Parlamento, di adoperarsi per dare al Paese una sistema elettorale capace di rispecchiare a pieno la partecipazione popolare.

“Il Parlamento può impegnarsi celermente sulle riforme e la legge elettorale, anche per corrispondere alle attese dell’opinione pubblica”, inoltre ha aggiunto “Comune è l’auspicio che si concretizzi un largo e convergente impegno per giungere a soluzioni capaci di concorrere al rafforzamento del sistema politico-istituzionale”.

Ora, con la prospettiva di un anno e mezzo di governo Monti, per l’ennesima volta, la classe politica ha l’occasione di dimostrare la sua coerenza e la sua capacità di fare riforme fortemente attese dai cittadini.

A tal proposito noi democratici dobbiamo confrontarci con forze politiche, come Terzo Polo e FLI che mirano a superare anziché migliorare il bipolarismo italiano. La proposta del PD, un sistema con il 70% con collegi uninominali con doppio turno e il 28% con sistema proporzionale, mira a riavviare concretamente i lavori parlamentari e il dibattito politico. Vogliamo in particolare mantenere a salvi alcuni principi assicurare il diritto dei cittadini di scegliere chi votare sulla base di collegi uninominali, evitare il pericolo della frammentazione politica.

La riforma elettorale deve poi andare di pari passo con l’eliminazione del bicameralismo, la conseguente riduzione del numero dei parlamentari e la riforma dei regolamenti parlamentari.

Personalmente, sono convinto che si debba puntare ad un sistema maggioritario con collegi uninominali e che vada superato il bicameralismo puntando ad un Senato federale e ad una Assemblea legislativa.

Per le forze politiche e il Parlamento è un’opportunità e una sfida. Possono ritornare ad essere i protagonisti del cambiamento della politica, oppure saranno costretti a subirlo con perdita irreversibile di qualsiasi credibilità agli occhi dell’opinione pubblica.

I partiti sono chiamati a rinnovarsi, e dopo questa parentesi tecnica e la fine dell’antagonismo pro e anti berlusconiano, un cambiamento dello scenario politico è più che probabile. Uno stravolgimento dei partiti si è già verificato tra i primi e la metà degli anni 90. Un sistema di partiti delegittimato si contaminò di un nuovo personalismo. L’attuale legge elettorale è il lascito di una seconda repubblica dove a contare era solo il leader e i parlamentari un sopporto formale, relegati a ratificare le decisioni prese dal leader e dai suoi fedelissimi.

I cittadini oggi esigono nuove forme di partecipazione politica e manifestano una crescente sfiducia verso una classe politica che continua a dimostrarsi incapace di fare riforme.

Ecco perché la riforma della legge elettorale è cruciale per segnare un cambiamento, questa volta in senso positivo della politica italiana.
*Responsabile politiche europee del PD

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:35 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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