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Bisogno di statisti

     Giugno 27, 2017   No Comments

Inevitabile. Sarà guerra per contrastare la minaccia cheavanza dalla Libia e dal califfato. E non a base di twittate e postate. Affronteremotal prova nelle condizioni morali e politiche attuali? Con l’Europa rappresentatadal “gioco di squadra” di cui sarebbe espressione la Mogherini?  Con una politica estera americana, da un po’di tempo, non più riferimento così solido come in passato? Con una politicanazionale di cui è espressione la condizione post-elezione del Presidente dellaRepubblica? Pressoché allo sbando. In Parlamento si fan botte; si affronta lariforma costituzionale in una Camera semivuota. Anche parte di quelli che purel’avevano votata al Senato se ne vanno in compagnia di quanti, sia in un postoche nell’altro, si cimentano a “spaccatuttochisenefrega” e con quelli che soncontro il “bullismo” di Renzi , perchè quella riforma aveva il marchio delNazzareno. Son rimasti nell’aula semivuota, quelli della maggioranza di governoe del Pd. Compresi bersaniani e sinistra Pd che dissentivano per l’intesa con iberlusconiani e che oggi ne  vorrebberoil ripristino. Renzi, si dice, ha compiuto un capolavoro politico facendoeleggere Mattarella. Ha ricompattato il Pd. Solo quel giorno? Il più insidiosoantirenzismo è ancora lì dentro. S’è dissolta la seppur circoscrittacollaborazione più ampia per le riforme. Per ragioni di nuovo clima politico,dicono. Non per il merito, che non essendo cambiato, non si comprende perché (ataluni) andava bene prima e adesso non più. Politica in sbandamento. Schizzatisquilibri parlamentari. Fuori dal palazzo non è meglio e non è diverso. Renziesibisce sicurezza. Dice che si andrà avanti, comunque, altrimenti  si andrà alle elezioni anticipate. Èinteressante provare ad immaginarne la condizione: senza riformacostituzionale, con Camera e Senato come adesso. E con quale sistemaelettorale?   Allo stato c’è solo il consultellum:proporzionale di risulta dai tagli della Consulta al porcellum . Che belquadretto! Alcuni mesi fa era solo impensabile un eventuale voto anticipatonell’anno dell’Expo. Che inizia lo stesso, fra poche settimane. L’Expo? Ma quisi parla di guerra. Certo se ne farà soprattutto questione da talkshow. Ma èguerra vera. Vera la minaccia del fondamentalismo del califfato. Vera lanecessità di farvi fronte con durezza e determinazione. “L’esplodersi dellepassioni, non l’organizzarsi delle iniziative” (P. Gobetti) è già adesso buonarappresentazione dello stato più generale, morale e politico, del nostro Paese.L’esplodere delle passioni, e solo quello, finisce che qualche sbocco loincalza. C’è varietà di ammonimenti, nella storia. È all’organizzarsi delleiniziative che si deve mettere mano. Quelle passioni devono arricchirsi disenso di responsabilità e incanalarsi verso costruzioni e collaborazioni dicomune interesse. Non continuare a dividere e lacerare. Nella politica, e nellasocietà civile, tarati certi beceri estremismi, la  gran parte è, può essere,  responsabilmente ragionevole. A Renzi toccanole prime mosse. Non le tattiche “corte”, partitiche, comunicative. Se èstatista – e vorremmo che fosse – c’è grande condizione per darne prova. Nonbasterà dire: o così o pomì. Né fidare solo sulla (responsabile) “costrizione”altrui ad assecondarlo di fronte alla gravità incombente (in una situazioneanche senza quella già difficile e complicata).  Contro la minaccia dell’Isis che è lì alleporte, il suo governo abbisogna di un sostegno politico maggiore e più forte. Èuna necessità di per sé, ma lui deve sapere costruirne le condizioni efavorirla. Lo deve fare nel Paese e nel Parlamento. Al Nazzareno semmai sioccupi di ciò che lo devia da questo obiettivo e dal cambiamento cui in moltihanno messo fiducia e consenso (anche quando nel merito – vedi, ad esempio,riforme costituzionale ed elettorale – non piaceva granché, noi fra quelli).Ragionevolezza e responsabilità vanno incalzate anche da tutti noi cittadini,sol che smettiamo le passioni delle tifoserie e degli antagonismi. Ognuno con edentro le parti in cui più si riconosce e si ritrova. Ma riconoscendoci eritrovandoci anche italiani, dello stesso Paese. Renzi deve muovere. Perrinnovati rapporti politici. A dar forza all’azione di governo contro laminaccia fondamentalista; a proseguire il processo di riforma con più apporto econdivisione.  Non ratificando il clima ela condizione politica “post- Mattarella”, ma superandoli. Guardando verso lagran parte che è fra gli estremismi, non verso alcuni di essi, anche se piùprossimi se non addirittura interni al suo stesso partito. Quelle parti di “mezzo”che, anch’esse, dovranno far conti con i loro estremismi prossimi e interni estaccarsene.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:54 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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