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Astercoop, dobbiamo pure dirgli grazie

     Giugno 26, 2017   No Comments

di Paolo Marani

LETTERA – OPINIONI
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Si è svolta Venerdì 18 Novembre, presso lo stabilimento logistico di Pievesestina, la tanto attesa conferenza stampa promossa (tardivamente) da Astercoop, sulla triste vicenda dei lavoratori licenziati in tronco senza apparente giusta causa. Presenti, oltre a una nutrita schiera di giornalisti e una troupe di Teleromagna, tutte le persone che contano all’interno della cooperativa di Udine, cioè presidente, vicepresidente, capo del magazzino, nonchè personalità come Emilio Gelosi responsabile comunicazione e addetto stampa di Legacoop.

La vicenda deve avere smosso parecchio in alto il mondo delle coop per giustificare un simile dispiegamento di forze, tanto che la conferenza è durata ben oltre le due ore.

Ogni volta che si svolgono conferenze stampa promosse da aziende che, a torto o a ragione, risultano essere accusate di comportamenti “scorretti”, si rischia di assistere inevitabilmente alla classica retorica aziendale buonista, (normalmente ispirata dallo zelo del reparto marketing), tesa a mettere in luce le sole virtù positive dell’azienda piuttosto che onorare il tema per cui la conferenza è stata indetta.

Così infatti è successo, lasciando ai rappresentanti di Astercoop l’iniziativa di dilungarsi in infinite lodi su quanti soldi hanno investito in macchinari, in sicurezza, in formazione (tanti per la verità). Stavolta però si è andati un po oltre, consegnando ai giornalisti presenti non tanto il classico comunicato stampa (scontato) a difesa del proprio operato, ma anche una foto shock che, nelle intenzioni dell’azienda, era volta a dimostrare come Astercoop abbia subito atti di aggressione e di vandalismo, per cui ogni atto da lei compiuto si giustificherebbe a tutela dell’armonia dei lavoratori.

Nello specifico, una lavoratrice interinale sembra abbia subito pesanti minacce e atti vandalici (sulla propria auto), sottolineando come sia stata da Astercoop difesa e integrata stabilmente in organico, ma lasciando nei presenti il germe del dubbio (mai palesato ma dato per sottinteso) di come la causa di queste “turbolenze” siano da ricercare nei lavoratori che sono stati licenziati.

Altro caso citato, una lavoratrice che, seppur appena entrata in maternità, ha visto confermata la sua posizione e non è stata “cacciata via” come è d’uso fare nelle aziende dove non si ha a cuore la responsabilità sociale dell’impresa.

Sembra che ad Astercoop dobbiamo pure dirgli grazie per cotanta virtù!

Peccato che entrambi questi episodi poco ci azzecchino con il fatto dei 23 lavoratori licenziati, che per bocca del vicepresidente Carlo di Leo sono stati si allontanati per “episodi di minacce e di aggressioni” ma avvenuti all’interno dell’area di lavoro, senza mai esplicitare da chi, verso chi e in quali modalità.

Oggi abbiamo appreso che, non solo esiste una vicenda giudiziaria in corso promossa da alcuni di questi lavoratori per chiederne il reintegro, ma anche una da parte di Astercoop verso tre soggetti (si presune tre dei 23 licenziati), rei di avere, almeno in un caso citato, “aggredito verbalmente e fisicamente il capo magazziniere”. Egli, seppur presente, non ha ne confermato ne smentito la vicenda, lasciando al presidente di Astercoop il diritto di appellarsi al segreto giudiziario, dato che il procedimento delle tre querele è ancora in corso e non bisogna interferire.

Da parte di Astercoop si ribadisce inoltre il concetto di come si sia operato nella completa legalità, essendo presente nello statuto la norma che consente di accettare o meno come socio i lavoratori provenienti da subentro nella nuova cooperativa, con piena discrezionalità.

Alla domanda se i lavoratori siano stati realmente informati sul “perchè” della loro non accettazione, Astercoop ha risposto che “lo statuto non prevede vi sia data giustificazione”, aggiungendo però come i lavoratori medesimi, affiancati nel periodo di prova da altro personale, sono stati richiamati più e più volte per motivi comportamentali (senza specificare esattamente quali).

Alla domanda se è vero che i lavoratori non erano consapevoli di aver firmato un contratto che prevedeva un periodo di tre mesi di formazione, e che addirittura nel contratto firmato, il tempo di formazione, era stato lasciato in bianco, non hanno dato risposta, scaricando il problema sui sindacati.

Alla domanda del motivo per cui un lavoratore già stabilizzato da oltre 8 anni sia stato dichiarato inidoneo dopo meno di due mesi di prova, e se ciò non fosse dovuto a liste di “proscrizione” ereditate dalla precedente cooperativa, (come denunciato pubblicamente da alcuni lavoratori), hanno risposto che se queste liste fossero esistite davvero “non avrebbero certo nemmeno aspettato il periodo di prova”, li avrebbero lasciati a casa da subito e basta.

Quindi, il nodo cruciale, cioè perchè siano stati lasciati a casa, non è ancora risolto, pur con il fatto che in oltre 10 anni si sono avvicendate ben 11 cooperative nella stessa sede logistica, senza mai avere avuto in passato simili problemi.

A vantaggio di Astercoop occorre sottolineare come merito il fatto per cui, mentre le cooperative precedenti (TNT e UNILOG SPA) utilizzavano pesantemente a loro volta il subappalto, nel caso di Astercoop si è deciso di gestire “tutto in proprio”, come a dire: “i lavoratori del polo logstico stavolta li gestiamo direttamente noi, quindi dovremo pur esser liberi di tenerci chi ci pare”.

Dal comunicato di Astercoop si legge infatti testualmente:

Astercoop – spiega il dirigente dell’area Servizi di Legacoop Forlì-Cesena Gabriele Zelli – aderisce alla nostra associazione di imprese ed è la prima tra le 11 che si sono succedute a Pievesestina a non essere in regime di subappalto, bensì in appalto cosiddetto “genuino”. Questo garantisce la qualità del lavoro. E’ una cooperativa vera, che applica i contratti in toto e ha da sempre un rapporto con i sindacati improntato alla massima correttezza e collaborazione.

Sarà anche una cooperativa vera, (chè le altre sono forse fasulle?), ma è nel senso comune come ciò che distingue una cooperativa etica da un altra non sia tanto la strategia con cui amministra il personale e la forza lavoro, quanto il livello di dignità e “cooperazione” con cui i propri dipendenti-soci vengono trattati. Altrimenti anche Centrale Adriatica non sarebbe più una “cooperativa vera”, così come non lo sarebbero tutte le altre che hanno deciso, per motivi di efficienza, di subbapaltare (oggi si dice terzializzare) tutto il polo logistico, il confezionamento, i trasporti, etc. etc.

Ma tant’è, basta non ammettere come socio un lavoratore subentrato per qualche oscura ragione inviso a qualcuno, e colui che rimane fuori perde “de facto” sia la dignità di lavoratore che la tutela da parte dello statuto cooperativo, davvero come se non fosse mai esistito.

La mia opinione personale è che Astercoop sia rimasta assolutamente sorpresa dalla reattività dei cittadini e delle associazioni Cesenati, in particolare dal Comitato lavoratori Astercoop, al quale non viene ad oggi riconosciuto alcun ruolo di interlocutore nella vicenda, ma del quale hanno evidentemente un timore profondo, visto che i licenziamenti sono avvenuti ben nel luglio scorso ma la vicenda si sta trascinando fino ad oggi.

Non tutto è perduto comunque, le trattative vanno avanti, la prima udienza per i lavoratori astercoop al tribunale del lavoro è prevista entro fine anno, e se proprio non si arriverà a un reintegro da parte di Astercoop (eventualità improbabile) non è escluso che la COOP possa decidere di minimizzare il proprio danno di immagine oramai evidente all’opinione pubblica favorendo il riassorbimento di questi lavoratori presso altri stabilimenti del gruppo.

Rappresenterebbe davvero un buon precedente che dimostra, e oggi ce n’è davvero bisogno, come lo spirito che ha animato e anima tuttora le tante cooperative che operano sul territorio nazionale non sia ancora definitivamente morto e sepolto.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 26, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 26, 2017 @ 10:14 pm
  •   In The Categories Of : Opinioni

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