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Altrimenti… buona notte popolo

     Giugno 27, 2017   No Comments

Quanto è avvenuto ed avviene, in Medio Oriente, fra palestinesi ed israeliani, non può non turbare la coscienza delle persone serie e responsabili. Che vivono profondi sentimenti di umanità. Che intendono i pericoli ed i rischi, molti, che si accumulano intorno alle vicende di quella parte tormentata del mondo. Scoramento per lLo spettacolo della politica? Una robaccia mai vista. È da troppo tempo che siamo costretti a constatare questo stato. E lo abbiamo fatto ripetutamente anche qui. E continua a peggiorare. Sempre più scontro fra bande. Peggio delle tifoserie esagitate di certe curve, di certi stadi. Fra schieramenti e dentro gli schieramenti. Crescono i segnali preoccupanti di rischio. Effetto della intolleranza, della cruda e pura contrapposizione. Quel che è davvero disarmante è che questa politica è specchio di questo paese. Le tifoserie che si insultano e si minacciano non si esibiscono solo nell’emiciclo di Montecitorio o di Palazzo Madama. Fra la gente, si constatano gli stessi partigiani arroccamenti. Di qua o di là. Per posizione, per maglietta indossata. Se si aspetta qualche argomentazione forte, un fondato ragionamento, a suffragio delle reciproche trincee, finisce il più delle volte in delusione. E non stanno mancando episodi di violenza che fanno presagire poco di buono. Da tempo Giampaolo Pansa ammonisce al riguardo, con molto realismo e buona ragione. Bisogna fermarsi. Riattaccare la spina del cervello ad un generatore di corrente. Fare un piccolo esercizio di buon senso, indursi ad un minimo di responsabilità. In una situazione del genere chi vince e chi perde in una conta elettorale sia essa interna al Parlamento o fuori non significa nulla, se non il crescente esacerbarsi delle posizioni che si scontrano e che inducono a sentimenti sempre più impregnati di inconciliabilità, di non reciproca accettazione e fin’anche di odio. Ci si aspetterebbe dalla politica che comprendesse la pericolosità della china che sta alimentando. Ma questa classe politica grandi risorse non le ha e non le sta dimostrando purtroppo da parecchio. Quel poco di buono che pure anche in essa si annovera è marginalizzato e non conta nulla. Conta solo in quale coro balbetti e urli. Ci vorrebbe che la pubblica opinione, buona parte di essa almeno, avesse la forza e la capacità di segnalare l’inadeguatezza di questa politica e ancor più il rischio che essa sta portando al futuro di questo paese. C’è un senso di impotenza nel ravvisare da un lato queste esigenze e nel non vedere dall’altro alcuna via d’uscita di qualche valore. Così non può però continuare. Non è neppure tirare a campare. È peggio. Ricorrere alle urne? Al voto anticipato? Siamo al balletto delle minacce di andare a votare e a quello del fermi tutti perché non conviene al paese. La verità è che sono solo calcoli di bottega delle bande in lotta l’una contro le altre. La maggioranza di governo si è divisa. L’opposizione non è da meno scollata. Il bipolarismo, questo bipolarismo, che doveva dare maggiore stabilità è la bastarda causa della paralisi di governo e della spaccatura radicale del sistema politico. Si parla di cambiare la legge elettorale. Indubbiamente quella che c’è fa schifo. Ma non sta qui la possibilità di dare una svolta significativa e positiva alla vita politica del paese. Non sta solo in questo. Lo andiamo ripetendo da anni, molti anni. Le leggi elettorali devono essere coerenti con il sistema istituzionale al quale si rapportano. Si sono cambiate spesso queste leggi e si è lasciato intangibile il sistema istituzionale e costituzionale. Non potevano che derivarne contraddizioni e fin’anche conflitti istituzionali. Ci rimette la democrazia e il funzionamento dello Stato. Tutti noi. Se per essere al passo con le esigenze dei tempi si deve ripensare la forma governo, i rapporti fra i poteri dello Stato, non è la legge lettorale che può risolvere la questione. Occorre la riforma costituzionale. Quella riforma della cui esigenza si ha consapevolezza da decenni oramai, ma che si continua a non affrontare. Questa è la centrale questione italiana. Il più importante e prioritario problema di questo paese. Continuando a girarci intorno inconcludentemente ci faremo solo del male. E su questa strada già ci siamo. Le divisioni politiche e programmatiche che delineano le differenti alleanze elettorali e le scelte di governo sono essenziali per una democrazia funzionante e forte. Ma il sistema democratico, delle regole, dell’equilibrio e del funzionamento istituzionale, deve essere condiviso, comune. Le regole elettorali devono essere coerenti con il sistema istituzionale. Non lo disegnano; ne conseguono. Cosa possiamo fare di fronte a questa politica impantanata che invece che muoversi in questa direzione è volta a tutt’altri lidi e preoccupazioni? Ci basta ingrossare le fila dell’astensionismo schifato? O non è meglio cominciare a chiedere e a impegnarci a chiedere che si apra una fase costituente? Chiedere alle forze più riformatrici e responsabili sia dell’una che dell’altra parte che diano prova di una volontà in tal senso? Per una politica responsabile ci vogliono cittadini responsabili. E che trovino forme attive per indicare e manifestare questo senso di responsabilità. Altrimenti!…altrimenti “buona notte popolo”.

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:30 am
  •   In The Categories Of : Politica Nazionale

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