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Al Sindaco interessano le idee?

     Giugno 27, 2017   No Comments

di Luigi Di Placido*

La situazione politica nazio-nale, dalla quale tanti spunti di riflessione si possono trarre, indica con chiarezza un dat gli schieramenti non esistono più. Essi sono mantenuti forza-tamente in vita per interesse e per incapacità, ma di fatto non esistono più: prova ne sia la disgregazione conclamata dei due grandi schieramenti pre-senti in parlamento, cosa che dovrebbe far riflettere criticamente sui risultati che il maggioritario italiano in salsa amatriciana ha prodotto in questi ultimi 20 anni. Se questo è, e ne sono convinto, ne discende che, anche a livello locale, sia necessario parlare sempre meno di schieramenti e sempre più di idee, di programmi, di contenuti. Provenendo dalla tradizione politica che ha sempre messo i contenuti al centro del proprio agire, è su questo aspetto che ritengo si debba sviluppare e raffinare il confronto nella nostra città. Per questo motivo mi permetto di chiedere al Sindaco Lucchi: ti interessano le idee? O intendi continuare a ragionare solo in base agli schieramenti, magari quelli praticamente imposti da Bologna? Sulle idee ci si può confrontare, sugli schieramenti è molto più difficile, visto lo scarso appeal e l’arretratezza che riconosco all’argomento. Sfrutto la preziosa occasione che Energie Nuove mi concede per ribadire al Sindaco la domanda di cui sopra, che gli è già stata posta ma che non ha ancora ricevuto degna ed esaustiva risposta. Noi Repubblicani abbiamo una grande fortuna: nella nostra delicata situazione nazionale e quindi locale non abbiamo equilibri o interessi personali di cui tenere conto, e questo ci lascia totalmente liberi di affrontare i problemi per quello che sono, e non per quello che ci conviene di più. Ecco perchè ribadisco al Sindaco la disponibilità dei Repubblicani a sedersi attorno ad un tavolo ed approfondire alcune grandi questioni del nostro territorio, chiarendo tuttavia che questa disponibilità non dura all’infinito, perchè non è l’infinito l’orizzonte entro il quale affrontarle. Pochi temi chiari, con soluzioni chiare. Ci fosse condivisione sulle soluzioni, ci potrebbe essere la necessaria e conseguente assunzione di responsabilità da parte nostra, così non fosse sapremmo qual’è il lavoro da fare nei prossimi anni. Cito dal documento finale dell’ultimo Congresso dei Repubblicani cesenati: “Provarci, dunque, ragionando degli aspetti che per i prossimi 10 anni possono mutare il volto e la vita della nostra città, suscitando l’ascolto, l’attenzione ed anche il coinvolgimento delle parti più attente ed interessate al futuro della città. In questa nostra realtà la migliore cultura amministrativa non é riuscita a manifestarsi prescindendo dal coinvolgimento della tradizione repubblicana: un rapporto complesso, talvolta difficile, ma foriero di politiche lungimiranti. Per questo motivo, i repubblicani cesenati devono avere la capacità ed il coraggio di proporsi all’attuale quadro politico locale, anche all’attuale Sindaco, con un atteggiamento estraneo allo schematismo degli schieramenti contrapposti e della obsoleta divisione destra-sinistra, basato su pochi e importanti contenuti: una politica amministrativa volta alla trasparenza e al superamento della burocrazia imperante, capace di forte tensione programmatoria; il concreto approfondimento della potenzialità del polo logistico; un complesso di importanti modifiche al sistema del welfare, capaci di razionalizzarne la struttura; il rilancio della vita commerciale e imprenditoriale della città e del suo centro storico, con l’obiettivo di creare nuova ricchezza; un rinnovato protagonismo culturale, con l’accentuazione della vocazione turistica del territorio.” Sviluppo, innovazione, integrazione: con questi tre sostantivi si potrebbe sintetizzare la nostra visione degli anni a venire, sulla quale siamo disponibili a metterci in gioco. Non amiamo la presunzione e neppure la tuttologia, per questo ci limitiamo ad alcuni fondamentali argomenti, convinti che essi siano il discrimine tra la crescita auspicabile e l’immobilismo che rischia di attanagliare il futuro delle nostre realtà. Politiche sanitarie e di assistenza, burocrazia, sviluppo economico declinato nei suoi aspetti chiave (snellimento, logistica, centro storico, cultura e turismo): da questi argomenti non si può prescindere, e su di essi occorre concentrarsi. Le sfide che ci attendono sono di portata epocale: l’idea di Area Vasta, inizialmente riferita solo alla sanità diventerà sempre più il principio con il quale affrontare tutti i grandi temi legati al nostro territorio. Questo, ovviamente, comporta uno sforzo politico e progettuale oltre la norma, in quanto le scelte vanno pensate in un’ottica di integrazione non più procrastinabile e che obbliga a scelte lungimiranti e coraggiose, pena il ritrovarsi ai margini dello sviluppo. Proprio dalle colonne di questa rivista è partita la prima seria ed argomentata analisi sulla ineludibile necessità di fare sistema, partendo da un’unica ASL romagnola e dalla conseguente ridefinizione della sanità, anche cesenate: quale migliore dimostrazione della capacità di un certo mondo (che non si identifica solo con le sigle di partito e preferisce guardare alle cose) di farsi carico di posizioni e provocazioni coraggiose? Se il Sindaco crede che questi siano gli argomenti e queste siano le modalità di confronto ci dia un riscontro, sapendo che non ci saranno altre sollecitazioni, in quanto pensiamo di aver già fatto abbondantemente la nostra parte. Questo è quello che abbiamo da offrire: idee, tenacia, lealtà, non per tornaconto personale o fregole di incarichi ma perchè ci interessa il futuro di Cesena, che non ha nulla a che vedere con gli schematismi destra-sinistra. Idee, tenacia e lealtà sanno essere pericolose, perchè presuppongono il rifiuto del piccolo cabotaggio e degli accordi al ribasso. Esattamente quello che serve alla nostra città.

*Consigliere comunale

  •   Published On : 3 anni ago on Giugno 27, 2017
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  •   Last Updated : Giugno 27, 2017 @ 9:32 pm
  •   In The Categories Of : Politica Locale

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